Bimbi Mamme e Papà

Una corretta alimentazione fa bene a tutta la famiglia

Come gestire lo svezzamento?

È il passaggio da un’alimentazione a base di latte ad un’alimentazione mista.

L’allattamento esclusivo viene raccomandato fino al sesto mese di vita da:

  • Organizzazione Mondiale della Sanità;
  • Ministero della Salute;
  • Direttive Europee;
  • ESPGHAN (Società Europea di gastroentorologia, epatologia e nutrizione pediatrica);
  • AAP (Accademia Americana di Pediatria);
  • UNICEF

 

svezzamento

L’allattamento può essere protratto fino ai 24 mesi. Oltre i sei mesi rimane ancora un alimento indispensabile per lo sviluppo del bambino anche se il consumo andrà via via a diminuire.

Il sesto mese di vita coincide con la capacità del lattante di stare seduto in autonomia, afferrare il cibo con le mani e la perdita del riflesso faringeo.

Il riflesso faringeo è il naturale meccanismo anti-soffocamento, si tratta di una contrazione muscolare che protegge la gola evitando che un qualsiasi corpo estraneo che arriva a toccare il palato molle o la parte mucosa alla base della lingua vi penetri, rigettandolo attraverso un conato, colpi di tosse o anche vomito. Nei bambini in età di svezzamento, il punto in cui questo riflesso si attiva sia più vicino alla parte anteriore della bocca che non negli adulti. Il riflesso faringeo comincia a perdere d’intensità a partire dai 6 mesi, quando coinvolge i 2/3 posteriori della lingua, senza però scomparire del tutto. L’area di stimolazione diminuisce gradualmente fino a interessare il quarto posteriore della lingua.

Tra i 6 e i 9 mesi la funzione motoria orale è pronta dal punto di vista dello sviluppo per l’introduzione di cibi solidi e semi solidi. Un bambino che non è pronto allo svezzamento, è a maggior rischio di soffocamento.


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Detrazioni Fiscali

Essendo il dietista inquadrato dalla legge (D.M. 14.09.1994, n. 744) sotto il profilo di “professionista sanitario dell’area tecnica-assistenziale”, la visita è detraibile ai fini fiscali.

Per fruire della detrazione in oggetto, saranno necessarie la fattura del dietista e la prescrizione del medico (circolare 17/E del 2006). Come altre spese sanitarie sostenute nell’anno di imposta da parte del contribuente, per suo conto o per quello di un coniuge o di un suo familiare a carico, devono essere indicate dal contribuente che presenta il modello 730 nei righi compresi tra E1 ed E5. La detrazione Irpef è pari al 19% della spesa, una volta superata la franchigia di €. 129,11

Chi sono

Ho scelto di essere una dietista (ho avuto la fortuna di scegliere il mio lavoro), credo in quello che faccio e voglio trasmetterlo alle persone che incontro nel mio cammino.

Rete Famiglia Veg

Faccio parte della Rete Famiglia Veg, un insieme di professionisti della nutrizione a base vegetale nell'alimentazione pediatrica e/o nella donna in gravidanza e allattamento.

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