Piramide Alimentare

Com'è strutturata l'alimentazione "ideale"?

La piramide alimentare

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Dieta mediterranea, salutare e sostenibile.  Nel novembre 2010, la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall'UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.
Essa promuove l'interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo".

Un patrimonio che riunisce le abitudini alimentari dei popoli del bacino del Mar Mediterraneo (Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Portogallo, Croazia e Cipro).

Il valore nutrizionale della dieta mediterranea venne dimostrato scientificamente dal noto “studio dei sette Paesi” diretto da Ancel Keys (Keys et al, 1995), dove furono messe a confronto le diete adottate da diverse popolazioni per verificarne i benefici e i punti critici.
Fino a oggi molte altre ricerche hanno analizzato le caratteristiche e le associazioni tra stile alimentare adottato e insorgenza di malattie croniche.
È interessante notare come la letteratura scientifica dimostri un impatto positivo della Dieta Mediterranea in tutte le fasce di età della vita, a partire dal periodo prenatale, all’infanzia, all’età adulta, sino all’età avanzata.
Le abitudini alimentari proprie della dieta mediterranea sembrano essere coerenti con le indicazioni nutrizionali espresse dalle linee guida prodotte dalle più autorevoli società scientifiche e istituzioni internazionali che si occupano delle maggiori patologie che affliggono la nostra epoca (in particolare malattie cardiovascolari, cancro e diabete). La dieta Mediterranea è in grado di garantire macro e micronutrienti necessari per mantenere un buono stato di nutrizione e quindi di salute, senza alcuna necessità di integratori alimentari.
Ma quali sono i cibi della Dieta Mediterranea? Verdura, frutta, cereali, legumi, pesce, olio di oliva.
Purtroppo le indagini statistiche dicono che siamo ben lontani dall’adottare questo regime alimentare. Nei carrelli degli italiani carni, affettati, formaggi, dolci e snack abbondano mentre verdura, frutta, legumi, pesce e cereali integrali scarseggiano.
La crescente standardizzazione dei cibi, orientata a rendere più efficiente e funzionale il processo di produzione, distribuzione e preparazione degli alimenti, il contemporaneo avvento di modelli alimentari globali, hanno giocato un ruolo rilevante nel fornire soluzioni alimentari di più facile accesso e spesso a scapito di un corretto equilibrio nutrizionale.

Da qui l’esigenza di un’interpretazione grafica accessibile alla tutti.

Nel 1992 nasce la prima Piramide Alimentare (USDA) in un’icona della corretta alimentazione, rivisitata nel corso degli anni con adattamenti utili alla popolazione di rifermento.
Nel 2010 il Ciiscam, in collaborazione con l’INRAN (ora CRA-NUT), ha elaborato la Dieta Mediterranea Moderna. Troviamo rappresentati per la prima volta gli alimenti in funzione della frequenza di consumo settimanale. E’ stata inoltre rivisitata all’insegna della modernità considerando le diverse tradizioni culturali e religiose e le differenti identità nazionali, nel rispetto di tutte le varianti locali dei Paesi Mediterranei. La Nuova Piramide evidenzia altresì l’importanza basilare dell’attività fisica, della convivialità a tavola e dell’abitudine di bere acqua, suggerendo di privilegiare il consumo di prodotti locali su base stagionale.

Nel giugno 2010, il Barilla Center for Food and Nutrition ha presentato la propria proposta di doppia piramide alimentare-ambientale.
E’ la prima rappresentazione della misura dell’Impronta Ecologica media per singolo alimento. In questa ottica, è possibile valutare le diverse categorie di alimenti relativamente al loro impatto ambientale, cioè in termini di emissione di gas serra (Carbon Footprint), uso delle risorse idriche (Water Footprint) e uso del suolo (Ecological Footprint). Accostando la nuova Piramide Ambientale alla Piramide Alimentare si ottiene una Piramide Alimentare-Ambientale, la “doppia piramide”. Si può osservare che gli alimenti per i quali è consigliato un consumo maggiore, generalmente sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori. Viceversa, gli alimenti per i quali viene raccomandato un consumo ridotto sono anche quelli che hanno maggior impatto sull’ambiente. Anche il vantaggio è doppio!

 

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La rappresentazione più recente spetta agli scienziati della “Harvard School of Public Health” che nel 2012 pubblicano il “Piatto Sano” rappresentando la Dieta Mediterranea come un piatto circolare suddiviso in spicchi di dimensioni diverse a seconda del tipo di alimento che si prende in considerazione. Il piatto non dà indicazioni in termini di peso ma di volume di cibo. Prevale in questo caso l’attenzione alla qualità e non alla quantità del cibo che mettiamo nel piatto quotidianamente.

 

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Facile da interpretare, facile da seguire, utile per stare bene con il corpo e con l’ambiente che ci circonda


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Detrazioni Fiscali

Essendo il dietista inquadrato dalla legge (D.M. 14.09.1994, n. 744) sotto il profilo di “professionista sanitario dell’area tecnica-assistenziale”, la visita è detraibile ai fini fiscali.

Per fruire della detrazione in oggetto, saranno necessarie la fattura del dietista e la prescrizione del medico (circolare 17/E del 2006). Come altre spese sanitarie sostenute nell’anno di imposta da parte del contribuente, per suo conto o per quello di un coniuge o di un suo familiare a carico, devono essere indicate dal contribuente che presenta il modello 730 nei righi compresi tra E1 ed E5. La detrazione Irpef è pari al 19% della spesa, una volta superata la franchigia di €. 129,11

Chi sono

Ho scelto di essere una dietista (ho avuto la fortuna di scegliere il mio lavoro), credo in quello che faccio e voglio trasmetterlo alle persone che incontro nel mio cammino.

Rete Famiglia Veg

Faccio parte della Rete Famiglia Veg, un insieme di professionisti della nutrizione a base vegetale nell'alimentazione pediatrica e/o nella donna in gravidanza e allattamento.

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