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Il glutine fa male? NO

Il glutine fa male ai celiaci.

Per tutti gli altri escludere il glutine dall’alimentazione senza parere medico può essere più un danno che un guadagno. Questi i principali motivi:

- in un paese con tradizione mediterranea come il nostro escludere il frumento diventa un sacrificio quotidiano, soprattutto nell’alimentazione fuori casa;

- gli alimenti senza glutine “specificamente formulati per celiaci” sono più costosi degli analoghi con glutine;

- seguire la dieta senza glutine per sentito dire, senza nessuna diagnosi clinica, banalizza la patologia e confonde le idee nella popolazione;

- togliere il glutine nel caso di sospetta celiachia o gluten sensitivity altera l’esito dei referti. Mai togliere il glutine prima di aver concluso il protocollo diagnostico. 

201805 gluten free

Giuseppe Di Fabio, presidente AIC, conferma: “Nessuna ricerca ha finora dimostrato qualsivoglia effetto benefico per i non celiaci nell’alimentarsi senza glutine, anzi. Gli studi scientifici stanno ampiamente dimostrando che in chi non è celiaco l’esclusione del glutine è inutile.

I celiaci hanno faticosamente conquistato diritti e tutele fondamentali che rischiano di essere messe in discussione dal diffondersi della moda del senza glutine tra i non celiaci, che svilisce e banalizza la malattia e le difficoltà di chi ne soffre.

La moda dei cibi gluten-free può portare a ritardo o mancate diagnosi, in quanto chi si mette a dieta senza glutine, senza una diagnosi precisa, rischia di vanificare la possibilità di scoprire se la celiachia sia la vera causa dei propri malesseri

Se volete saperne di più sulla celiachia e sui prodotti senza glutine visitate questa pagina


cta mela

Detrazioni Fiscali

Essendo il dietista inquadrato dalla legge (D.M. 14.09.1994, n. 744) sotto il profilo di “professionista sanitario dell’area tecnica-assistenziale”, la visita è detraibile ai fini fiscali.

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Per fruire della detrazione in oggetto, saranno necessarie la fattura del dietista e la prescrizione del medico (circolare 17/E del 2006). Come altre spese sanitarie sostenute nell’anno di imposta da parte del contribuente, per suo conto o per quello di un coniuge o di un suo familiare a carico, devono essere indicate dal contribuente che presenta il modello 730 nei righi compresi tra E1 ed E5. La detrazione Irpef è pari al 19% della spesa, una volta superata la franchigia di €. 129,11.

La Legge di Bilancio 2020 ai commi 679 e 680 ha previso che, per beneficiare dei rimborsi Irpef del 19%, sarà obbligatorio sostenere le relative spese mediante mezzi di pagamento traccabili. Tutte le spese che danno diritto allo sconto fiscale del 19% in dichiarazione dei redditi, a decorrere dal 2020, non potranno più essere effettuate con l'utilizzo del contante, pena la perdita della detrazione stessa.
 

Chi sono

Ho scelto di essere una dietista (ho avuto la fortuna di scegliere il mio lavoro), credo in quello che faccio e voglio trasmetterlo alle persone che incontro nel mio cammino.

Rete Famiglia Veg

Faccio parte della Rete Famiglia Veg, un insieme di professionisti della nutrizione a base vegetale nell'alimentazione pediatrica e/o nella donna in gravidanza e allattamento.