Il glutine fa male ai celiaci.
Per tutti gli altri escludere il glutine dall’alimentazione senza parere medico può essere più un danno che un guadagno. Questi i principali motivi:
- in un paese con tradizione mediterranea come il nostro escludere il frumento diventa un sacrificio quotidiano, soprattutto nell’alimentazione fuori casa;
- gli alimenti senza glutine “specificamente formulati per celiaci” sono più costosi degli analoghi con glutine;
- seguire la dieta senza glutine per sentito dire, senza nessuna diagnosi clinica, banalizza la patologia e confonde le idee nella popolazione;
- togliere il glutine nel caso di sospetta celiachia o gluten sensitivity altera l’esito dei referti. Mai togliere il glutine prima di aver concluso il protocollo diagnostico.

Giuseppe Di Fabio, presidente AIC, conferma: “Nessuna ricerca ha finora dimostrato qualsivoglia effetto benefico per i non celiaci nell’alimentarsi senza glutine, anzi. Gli studi scientifici stanno ampiamente dimostrando che in chi non è celiaco l’esclusione del glutine è inutile.
I celiaci hanno faticosamente conquistato diritti e tutele fondamentali che rischiano di essere messe in discussione dal diffondersi della moda del senza glutine tra i non celiaci, che svilisce e banalizza la malattia e le difficoltà di chi ne soffre.
La moda dei cibi gluten-free può portare a ritardo o mancate diagnosi, in quanto chi si mette a dieta senza glutine, senza una diagnosi precisa, rischia di vanificare la possibilità di scoprire se la celiachia sia la vera causa dei propri malesseri”
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