Facciamo chiarezza
Il diabete è una malattia in cui c’è aumento nel sangue dei livelli di glucosio (zucchero; la glicemia) per un deficit di insulina, l’ormone che controlla la glicemia nel sangue e che viene prodotto dal pancreas.
Il diabete è una malattia molto complessa in quanto è un contenitore di molteplici sindromi cliniche. Di fatto si tratta di malattie diverse accomunate da un’alterata risposta glicemica.
- Diabete Tipo 1 (insulino dipendente)
Il diabete tipo 1 è di origine autoimmune ed è la conseguenza di una distruzione, relativamente rapida, delle cellule del pancreas che producono insulina. Per questo tipo di diabete è assolutamente necessaria la terapia con le iniezioni di insulina esogena tramite siringhe o microinfusore perché in poco tempo l’organismo non produce più insulina. Insorge in età giovanile. - Diabete Tipo 2
Si sviluppa dalla combinazione di deficit di secrezione insulinica e di insulino-resistenza. Insorge nell’età adulta. In questo tipo di diabete un ruolo importante è esercitato dall’eccesso di peso corporeo che determina insulino-resistenza e influisce negativamente anche sulla secrezione dell’insulina stessa. Gran parte dei soggetti con diabete tipo 2 ha eccesso di peso. - Alterato metabolismo glucidico (insulino resistenza/intolleranza glucidica)
Identifica soggetti a rischio di diabete e di malattia cardiovascolare.
- Alterata Glicemia a Digiuno (IFG) riscontro di valori di glicemia a digiuno 100‑125 mg/dl
- Ridotta Tolleranza Glucidica (IGT) riscontro di glicemia 2 ore dopo carico orale di glucosio 140‑199 mg/dl - Diabete gestazionale
Il diabete gestazionale insorge durante la gravidanza e in genere scompare dopo il parto. Le donne che hanno avuto diabete gestazionale sono a rischio di sviluppare ancora diabete gestazionale nelle gravidanze successive e diabete tipo 2 durante la vita.
Diagnosi
Il diabete è diagnosticato quando:
- l’emoglobina glicata (HbA1c) è uguale o superiore a 48 mmol/mol oppure 6.5% (in due circostanze;
misurata con metodo allineato allo standard DCCT) - la glicemia misurata in laboratorio è uguale o superiore a 126 mg/dl (al mattino, dopo 8 ore di
digiuno, in due circostanze) - la glicemia è uguale o superiore a 200 mg/dl alla seconda ora dopo un carico orale di glucosio (in
due circostanze) - la glicemia è uguale o superiore a 200 mg/dl in un momento qualsiasi della giornata in presenza di
disturbi (sintomi) tipici della malattia (basta una sola circostanza)
Fattore di rischio
- Soggetti ad alto rischio di diabete
- IFG o IGT o pregresso diabete gestazionale
- HbA1c 42-48 Mmol/mol (6‑6,49% )
- Età > 45 anni, specialmente se con BMI > 25 kg/m2
- Inattività fisica
- Familiarità di primo grado per diabete tipo 2 (genitori, fratelli)
- Appartenenza a gruppo etnico ad alto rischio
- Ipertensione arteriosa (> 140/90 mmHg) o terapia antipertensiva in atto
- Bassi livelli di colesterolo HDL (< 35 mg/dl) e/o elevati valori di trigliceridi (>250 mg/dl)
- Nella donna, parto di un neonato di peso > 4 kg
- Basso peso alla nascita (< 2,5 kg)
- Sindrome dell’ovaio policistico o altre condizioni di insulino-resistenza come l’acanthosis nigricans;
- Evidenza clinica di malattie cardiovascolari
- Ragazzi/e di età > 10 anni, con BMI > 85° percentile e due tra le seguenti condizioni:
- Familiarità di primo o secondo grado per diabete tipo 2.
- Madre con diabete gestazionale
- segni di insulino-resistenza o condizioni associate (ipertensione, dislipidemia, acanthosis nigricans, ovaio policistico, basso peso alla nascita)
- appartenenza a gruppo etnico ad alto rischio<
Terapia
Le basi della cura del diabete sono, in ordine di priorità di intervento:
- educazione terapeutica
- corretta alimentazione
- stile di vita attivo
- adeguata terapia farmacologica e personalizzata
LO STILE DI VITA E’ LA TERAPIA PRINCIPALE!
Il diabete mellito tipo 2 è spesso associato a problemi di sovrappeso o obesità, tant’è che la comunità scientifica attualmente utilizza un termine che unisce le due patologie: DIABESITA’
Questo avviene perché manca una cultura alimentare, nella nostra società siamo “iperalimentati” eppure “malnutriti”
Le raccomandazioni alimentari nel paziente diabetico riflettono le stesse indicazioni valide per tutta la popolazione sana (“linee guida per una sana alimentazione italiana” INRAN).
Diversi studi mostrano che una perdita del 10% del peso corporeo porta un miglioramento del quadro clinico (glicemia, emoglobina glicosilata, colesterolo, trigliceridi, pressione arteriosa, apnee notturne, qualità della vita…).
L'alimentazione oggi consigliata alla persona con il diabete, prende in considerazione l'insieme delle abitudini alimentari del paziente, non esclusivamente gli zuccheri. Studi condotti su grandissimi numeri di pazienti hanno permesso di determinare come la terapia del diabete passa soprattutto attraverso una alimentazione corretta: non si tratta di fare una 'dieta per diabetici ma di alimentarsi in modo sano.
Basterebbe rispettare la nostra amata Dieta Mediterranea: più frutta e verdura, meno carni e formaggi
Parrebbe semplice, ma purtroppo non è così. Cambiare le proprie abitudini alimentari non è facile, soprattutto a una certa età. La prescrizione della dieta deve essere accompagnata da un percorso di educazione alimentare che permette al paziente di mettere in pratica nella gestione quotidiana uno stile di vita sano.
