Omogeneizzati o cibi freschi?
Sicuramente i baby food sono selezionati, sicuri ma soprattutto pratici.
Per chi preferisce utilizzare cibi freschi (più economici e sostenibili) si riporta la normativa sui pesticidi dell’Unione Europea in vigore dal 2008.
Reg. (CE) n 396/2005. La legge indica i limiti quantitativi tollerabili per la sicurezza alimentare di tutti: adulti e bambini. L’autorità europea per la sicurezza alimentare (AESA) verifica che tale residuo sia sicuro per tutte le categorie di consumatori, compresi gruppi vulnerabili come neonati, bambini e vegetariani.
I pediatri dell’ACP (Associazione Culturale Pediatri) consigliano dopo il sesto mese un’alimentazione sana ed equilibrata per tutta la famiglia, possibilmente scegliendo prodotti a filiera corta e/o biologici, ma soprattutto con tanto buonsenso.

REAZIONI ALLERGICHE
Questo tipo di svezzamento porta lo stesso rischio di sviluppare allergie di uno svezzamento classico. Recenti studi dimostrano che tra i 6 e gli 8 mesi più alimenti introduciamo maggiori sono le possibilità di sviluppare anticorpi, indipendentemente dall’ordine di introduzione.
In caso di allergie in famiglia si consiglia tuttavia di rivolgersi ad un allergologo per consigli specifici.
MANOVRE DI DISOSTRUZIONE
I bambini fino a 3 anni sono vittime frequenti di soffocamento per una serie di concause: la loro tendenza ad esplorare il mondo usando la bocca, la mancanza dei molari e quindi la ridotta abilità nel masticare i cibi, la scarsa o assente (nei più piccoli) capacità di riconoscere gli oggetti edibili da quelli che non lo sono e la tendenza a svolgere altre attività mentre mangiano.
Il riflesso faringeo è lo stesso che provoca conati di vomito ai bambini che, abituati a consistenze omogenee, fanno fatica a gestire texture diverse. Il bambino svezzato in questo modo non ha imparato il complesso meccanismo di gestione del cibo che comprende la masticazione (anche se rudimentale quando ancora non ci sono i molari) e la deglutizione secondo la modalità che conosciamo noi adulti, e si trova a doverlo fare più avanti: quasi un secondo svezzamento, ma stavolta dalle puree.
Quando un bambino è in difficoltà con un pezzo di cibo, non dobbiamo cercare mai di intervenire infilandogli le dita in bocca per estrarre il cibo allo scopo di aiutarlo: è molto pericoloso perché rischiamo di spingere il corpo estraneo più in fondo. Diamo al bambino la fiducia e il tempo di fare da solo, con qualche spinta o colpo di tosse il pezzo di cibo ritornerà al suo posto. Il nostro compito è di essere sempre vigili e non lasciare mai il piccolo mangiare senza supervisione. Dopo un episodio di questo tipo in genere il bambino continua a mangiare tutto contento, come se niente fosse.
OSTRUZIONE PARZIALE O TOTALE
Un bambino “si strozza” e rischia il soffocamento quando un corpo estraneo blocca le vie aeree, quindi se un pezzo di cibo ostruisce la trachea. Il piccolo può diventare cianotico e mostrare evidente difficoltà a respirare; non riesce ad espellere il corpo estraneo dalla gola e, con gli occhi spalancati non emette suoni.
Qui sì che bisogna intervenire! Per non soccombere al panico, in questi casi è molto importante saper cosa fare; ogni genitore, e non solo, dovrebbe imparare come operare le manovre di disostruzione pediatrica, che sono l’unica maniera per salvare la vita a una persona a rischio di asfissia. La Croce Rossa Italiana mette a disposizione dei corsi di disostruzione pediatrica, spesso gratuiti, in tutta Italia e video illustrativi per raggiungere anche chi non può frequentare questi corsi: partecipate, se potete, e diffondete tra i genitori e gli operatori per l’infanzia quanto è importante che tutti coloro che si relazionano con i bambini sappiano cosa fare e come reagire.
COSA EVITARE
- Il latte vaccino (quello di mucca): l’allattamento al seno può continuare fino a quando la mamma ha il latte, altrimenti si può usare il latte di crescita; il latte vaccino è meglio non introdurlo fino al compimento del secondo anno di vita perché carente in Ferro, troppo ricco in proteine e sbilanciato nella composizione dei grassi.
- I salumi: sono tutti ricchi di sale, nitriti e grassi saturi. Anche nell’adulto il consumo non dovrebbe superare le due volte a settimana.
- Il sale: dopo il primo anno di vita si può iniziare ad utilizzare ma sempre con strema moderazione, l’abitudine del gusto salato nell’infanzia condiziona la scelta di alimenti saporiti nell’età adulta predisponendo all’ipertensione.
- Lo zucchero: vale la stessa indicazione del sale, prestate attenzione agli alimenti confezionati come biscotti, succhi di frutta, tortine… un consumo abituale già nell’infanzia predispone a malattie croniche nell’età adulta: diabete, obesità, patologie cardiovascolari, ecc…
- Il miele: veicola delle spore che nel primo anno di vita possono provocare botulismo infantile.
- Il cioccolato: prima dei due anni di vita il bambino non sviluppa enzimi idonei alla metabolizzazione di questa sostanza.
QUALCHE CONSIGLIO COMPORTAMENTALE
- Lasciare il tempo di assaporare e manipolare il cibo, è normale che il piccolo tocchi la pappa con le mani e si sporchi, è il suo modo di scoprire cosa c’è nel piatto.
- Mai banalizzare il momento del pasto attraverso giochi che, oltre a non essere efficaci nel far accettare la pappa, distolgono l’attenzione del bambino.
- Tenere spente fonti di distrazione, come radio, televisione o stereo
- Lasciare che anche il papà aiuti il bambino a mangiare: dallo svezzamento la mamma non è più l’unica fonte di nutrimento.
- Non usare il cibo come premio per un comportamento corretto (o viceversa come strumento di punizione).
- TV, giochi da computer o telefoni solo dopo i 2 anni, massimo 8 ore/settimana.
- Favorire uno stile di vita sano e attivo!
