Cibi allergizzanti: quando introdurli?
Secondo le più recenti raccomandazioni delle principali società scientifiche pediatriche internazionali non vi è vantaggio nel ritardare l’assunzione di cibi solidi (inclusi quelli potenzialmente allergizzanti) oltre i sei mesi di vita anche nel caso di bambini a rischio di sviluppare malattie allergiche indipendentemente dal tipo di allattamento ricevuto. Al contrario, sono numerosi gli studi che suggeriscono un aumento del rischio di sensibilizzazione ad alimenti legata ad una ritardata esposizione oltre i 6-8 mesi.
Dai 4 ai 6 mesi di vita il lattante attraversa una fase critica di sviluppo immunologico (periodo finestra), anche se i tempi di questa finestra per il raggiungimento della tolleranza non sono completamente chiariti, recenti evidenze suggeriscono che uno svezzamento tardivo possa aumentare il rischio di allergie alimentari, malattia celiaca e diabete mellito.
Anche noci, semi di lino, sesamo, mandorle, legumi possono essere consumati già nelle prime fasi dello svezzamento veg, ovviamente adeguando la consistenza all’età: farine, creme, triti, ecc…
Anche per la madre non viene raccomandata nessuna restrizione alimentare per la prevenzione di allergie alimentari né in gravidanza, né in allattamento.

I ricercatori concordano su alcuni fattori che favoriscono la tolleranza agli alimenti:
- esposizione agli allergeni non prima della 17° e non oltre la 26° settimana di vita;
- esposizione regolare all’antigene;
- allattamento al seno esclusivo fino al 6°mese. Il latte materno contiene fattori immunomodulatori, pertanto sembra che l’allattamento materno durante l’introduzione di alimenti solidi possa essere un importante promotore della tolleranza.
- adeguata colonizzazione intestinale influenzata da fattori ambientali e dalla dieta di mamma e bambino. Fattori nutrizionali come probiotici, prebiotici, PUFA e antiossidanti svolgono attività di rinforzo della flora intestinale.
È utile in ogni caso concordare lo svezzamento con il pediatra di riferimento e considerare l’esclusione degli alimenti potenzialmente allergizzanti solo in seguito a una diagnosi clinica che ne giustifichi l’eliminazione.
Bibliografia:
- American Accademy of Pediatrics (AAP) 2008
- European Society of Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) 2008
- National Institute of Healt (NIH) 2010
- Nwaru BI et al. Age at the introduction of solid foods during the first year and allergic sensitization at age 5 years. Pediatrics. 2010 Jan;125(1):50-9
- Di Pillo S et al. Quando inserire gli alimenti: dal passato ad oggi. Rivista di Immunologia e Allergologia Pediatrica. 05-06/2012
